CON SENTIMENTO – Atto secondo

Teodora Ravenna

Teodora Ravenna

Teodora, chi si rivede…

C’è un cammino, un percorso a tappe, che ti accompagna verso l’inizio della stagione. In terza serie, come in tutte le categorie. Notizie di mercato a parte, a scandire l’avvicinarsi del nuovo campionato sono gli atti ufficiali federali e due in particolare: prima l’uscita dei gironi e poi la stesura dei calendari, provvisori e definitivi. Il calendario, lo scandire del tempo, gli avversari, la sequenza delle gare, la prima e l’ultima giornata… Improvvisamente senti già l’aria cambiare. Perché il calendario nasce d’estate, ma è come se si sentissero già le prime temperature rigide di ottobre, quando sai che si giocherà per quel che conta davvero, per dare forma e sostanza ai propri sogni.

Il calendario, per noi romantici del volley, è sempre un’emozione. Questa volta, forse un po’ di più. La prima giornata è sempre qualcosa di particolare, di un po’ speciale. Questa volta, veramente, un po’ di più. Per noi che la Perugia pallavolistica femminile la conosciamo da qualche lustro, quella lì, non può essere una partita qualsiasi. Leggere che quello tra Teodora Ravenna e Tuum Perugia sarà il nostro primo match stagionale, è qualcosa di più di un brivido…

Ravenna è terra di volley, Ravenna è la storia del volley. Per noi che abbiamo visto il Messaggero di Gardini, Vullo, del giovane Bovo, dei fenomeni Timmons e Kiraly , di Fomin e Giovane Gavio. Per noi che, soprattutto, abbiamo visto la Teodora Ravenna.

“Teodora Ravenna”, per noi che allora vestivamo i panni dei giovani tifosi del volley femminile, è stata la prima finale scudetto della nostra città. E’ stata la Sirio di Bernardo, di Vera Mossa, di Cristina Saporiti e di tutte le altre, contro la corazzata di Manu Benelli e Sergio Guerra. Loro erano i mostri sacri, i dominatori assoluti a livello nazionale, quelli dei dieci scudetti consecutivi. L’undicesimo, l’ultimo di quel gruppo inarrivabile, lo vinsero proprio contro Perugia, al termine della stagione 1990-91. Due storie che si incrociarono, diverse e uguali allo stesso tempo, perché frutto della stessa passione per la pallavolo femminile.

Alla finale scudetto del 1990-91, seguì un decennio di buon volley da una parte e dall’altra, con qualche picco più perugino che ravennate. La Sirio Perugia, dalla stagione 1998-99 iniziò l’indimenticabile ascesa che l’avrebbe portata a vincere tutto. Dall’altra parte, invece, accade l’incredibile: al termine della stagione 2003-2004, la Teodora Ravenna scomparve, non si iscrisse al massimo campionato successivo. Il mito uscì di scena.

Per questo, tornare a Ravenna, andare al Palasport “Angelo Costa” a giocare contro la Teodora il prossimo 15 ottobre, non sarà come andare in qualsiasi altro posto, non sarà come giocare contro una squadra qualunque. Anche se oggi le storie che si incrociano sono un po’ diverse: il Consorzio Teodora Service è nato il 22 dicembre 2009 ed il marchio Teodora Pallavolo Ravenna nasce dalla fusione dello storico marchio Teodora con quello delle società che costituiscono il Consorzio; la Wealth Planet Perugia, oggi abbinata al marchio Tuum, dopo aver iniziato la sua avventura nella vicina Corciano, si prepara a vivere la sua quinta stagione consecutiva sotto le volte del PalaEvangelisti: la casa che ha scelto nell’ormai lontana stagione 2012-2013 per riportare il volley rosa là dove sono state scritte le pagine più gloriose dello sport perugino di squadra. Una sfida ambiziosa, difficile, da vincere prima di tutto contro gli scettici in servizio permanente effettivo e poi contro gli avversari di turno. Una sfida che mese dopo mese, partita dopo partita, si è rivelata vincente. Adesso, per Massimo, Antonio, Fabio, per i loro collaboratori, per le ragazze, i tifosi, per un ambiente cui la serie A non fa paura, forse è arrivato davvero il momento di fare quel passo in più verso la storia, nuova e uguale, originale e nel solco di una grande tradizione.

L’11 febbraio 2004, per l’ultima volta, si affrontarono Perugia e Ravenna. Da una parte “L’Airone di Varsavia” Dorota Swieniewicz, Tai Aguero, Mirka Francia, Simona Gioli… Dall’altra Costagrande, De Tassis, Fiorin… ed una giovanissima riserva, l’allora diciannovenne Francesca Babbi, che torna in questa stagione proprio a Ravenna a guidare però, da ravennate, l’altra squadra della sua città, la CMC Olimpia, anch’essa nel girone C della B1 femminile.

Dodici anni dopo, 152 mesi dopo, 4599 giorni dopo, Perugia ritroverà sul suo cammino la Teodora Ravenna.

Ci sono sfide che hanno un sapore speciale. Le hanno giocate personaggi del calibro di Bernardinho e Sergio Guerra. Oggi che su quelle panchine ci sono Fabio Bovari e Nello Caliendo, spetta a loro il compito di riscrivere la storia. Di portare due città che sono entrate nella leggenda della pallavolo femminile italiana ed internazionale, a scrivere una nuova storia.

E, per ritornare dove siamo già stati, può essere bello ripercorrere vecchie strade. Allora, andiamo. Il 15 ottobre non è lontano. La Teodora Ravenna, non è mai stata così vicina…