CON SENTIMENTO – Atto primo

Atto Primo

Apparteniamo ad una generazione che, certe fortune, le ha avute. Come quella di aver letto Supervolley, o “Pallavolo Supervolley” da una certa epoca in poi. Era la rivista patinata del nostro mondo, uno dei tanti motivi di orgoglio dell’essere pallavolisti. Era una vetrina luccicante in cui specchiarsi, il meglio che si trovava su carta stampata. Da leggere dalla prima all’ultima riga, piena di foto bellissime e firme che ti facevano amare la lettura, prima ancora della pallavolo. Tra queste firme, una delle più particolari era senza dubbio quella di Fefè De Giorgi, palleggiatore della “generazione di fenomeni” che, qui a Perugia, abbiamo apprezzato in pieno come allenatore di una fortunata Rpa, che il buon Fefè riuscì a portare fino alla finale scudetto, persa contro la corazzata Sisley Treviso. Ferdinando De Giorgi scriveva su PV e chiudeva i suoi particolarissimi pezzi con la frase “con sentimento… Fefè”. Bellissima. Sì, perché la pallavolo è sentimento e proprio per questa ragione, la rubrica che fa il suo esordio oggi, questo spazio di divagazioni sul tema, prende spunto da quella chiosa del mitico Fefè. Perché sarà soprattutto questo: sentimento. Amore per la pallavolo, per il gioco, l’ambiente, le persone, le storie di questo microcosmo che ci onoriamo di frequentare ormai da tempo immemore.

Sentimento, sentimenti, spesso contrastanti, come quelli che ci regala da sempre l’estate pallavolistica. Il momento in cui si fanno le scelte, quello in cui ci si stringe ancora una volta la mano per continuare un progetto già iniziato, oppure quello in cui arriva il momento dei saluti. Ecco, prima ancora di cominciare a pensare a chi ci sarà, bene ha fatto questo sodalizio a dedicare la sua attenzione proprio a quelle persone che nella prossima stagione vestiranno un’altra maglia. Con sensibilità e gratitudine. Elementi sempre più rari nella società in genere, ma anche e soprattutto nello sport. Siamo sentimentali, la premessa era doverosa, ci piace mettere un pizzico di cuore in quel che facciamo. Sarà pure per questo che alla fine, ogni volta, stagione dopo stagione, ci affezioniamo a chi veste la nostra maglia. A chi sceglie i nostri colori per dar vita, braccia, cuore, passione, tecnica e sudore… ai nostri sogni. Siamo partiti belli carichi dodici mesi fa, certi, fiduciosi nelle possibilità del gruppo che era stato allestito. A chi ha sempre detto di questa società, con sottile sarcasmo, “non vogliono salire”, la cabina di regia aveva mandato in onda il più chiaro dei messaggi: “giochiamo per vincere”. Ovvero, salire più in alto non ci spaventa. Come sempre, come è giusto che sia, poi, le uniche risposte che contano arrivano dal campo. Sono gli ottantuno metri quelli in cui devi far valere le tue ambizioni. Non ci siamo riusciti. Abbiamo trovato avversari migliori di noi. Il sogno è sfumato. Ma non per questo, per chi vive la pallavolo con sentimento, c’è stato un solo attimo in cui abbiamo smesso di credere in questo gruppo, in una scintilla, nella svolta, in un momento in cui loro, insieme, tutte insieme, avrebbero potuto spiccare il volo. Nonostante gli infortuni, le giornate storte, le occasioni mancate. Non abbiamo mai smesso di credere in voi.

Per questo oggi, non possiamo che sentirci “un po’ così”, nel momento in cui salutiamo Valentina, Natascia, Martina, Arianna, Giulia e Beatrice. Che con tempistiche diverse, con minutaggi diversi, hanno calcato il tappeto dell’Evangelisti o i parquet italiani in cui sono state, sempre, i nostri gioielli migliori, i gioielli griffati TUUM. Ognuna di loro con la sua storia, le sue ambizioni, i suoi pregi e i suoi difetti. Nelle giornate migliori e in quelle grigie, con le braccia al cielo o la faccia scura. Le Nostre giocatrici, il nostro patrimonio più prezioso. Di tutte abbiamo apprezzato le qualità, l’impegno costante, l’ambizione. Valentina e Natascia, che hanno condiviso più a lungo il nostro percorso, hanno aggiunto al loro essere atlete anche la capacità di sapersi relazionare sempre in maniera positiva con le giocatrici in erba del minivolley, entrando nel cuore di tutte le bimbe che si sono divertite con loro per tanti mesi. Valentina poi, a noi che della pallavolo abbiamo fatto un sentimento, ha regalato un’emozione in più… A noi che della pallavolo femminile perugina abbiamo vissuto la leggenda, ha regalato il piacere di tornare a sentire quel “Bar-bo-li-ni”, risuonare sotto le amatissime volte del PalaEvangelisti. Emozioni vere. Indelebili.

A Valentina, Natascia, Martina, Arianna, Giulia e Beatrice, per tutto il tempo in cui hanno vestito la maglietta nera della Wealth Planet Perugia, abbiamo chiesto di colorare di rosa i nostri sogni. Adesso vestiranno altri colori, ma ci auguriamo che la loro vita, sottorete e soprattutto fuori dal campo, come ha giustamente sottolineato Antonio Bartoccini, possa essere sempre piena, brillante e coloratissima… Se potete, non dimenticate Perugia. Perché, noi e voi, insieme, siamo stati e… Siamo, Perugia.